Kafka sulla spiaggia – Haruki Murakami

kafka sulla spiaggiaIncipit: “- E così il denaro sei riuscito a trovarlo? – chiede il ragazzo chiamato Corvo. Il modo di parlare è il solito, un po’ strascicato. Come di uno che si è appena svegliato dopo una lunga dormita e ha i muscoli della bocca ancora intorpiditi. Ma il suo è solo un atteggiamento: in realtà è perfettamente sveglio. Come sempre.”

Il mondo onirico di Murakami al suo massimo splendore. Non aspettatevi di trovare un senso in questa storia, perchè forse non c’è. Ed è proprio questo il bello delle storie che ci racconta Murakami. Perchè se ti racconta di un uomo chiamato Nakata che parla con i gatti, tu gli devi credere, e facendolo adorerai quell’uomo, e piangerai per lui. E se lo scrittore ti porta in un labirinto dove si intrecciano vite, con la musica e la letteratura che sono sempre presenti in tutto quello che Murakami scrive, tu seguilo. Kafka sulla spiaggia ci parla di una ricerca, quella di un ragazzo di quindici anni e di un meraviglioso vecchio che non dimenticheremo mai, e della nostra ricerca di ogni giorno, quella del nostro posto nel mondo e del nostro destino, a cui a volte non possiamo opporci. La cosa più bella che possiamo fare è abbandonarci nelle mani dello scrittore e seguirlo, ovunque ci porti, leggere questo libro, e ringraziare Murakami-san che lo ha scritto per noi.

Annunci

Ultimo piano – Francesco D’Isa

Incipit: “Mi chiamo Frank Spiegelmann e sono un uomo orrendo.”

Ultimo PianoE’ il primo libro di Francesco D’Isa che leggo. Lo conoscevo come illustratore, bravissimo, e come fondatore della rivista “Mostro”, incubatrice di brillanti menti fiorentine. Conosco la sua arte, con cui questo libro è perfettamente in linea. Perchè rispecchia un erotismo al limite del grottesco, visionario, fisico ma misuratamente esplicito. Perchè parla delle nostre pieghe nascoste. Perchè non lascia niente al caso.
Io l’ho letto in due giorni, e non perchè avessi fretta di finirlo. Ma perchè scivola bene.
E il contesto claustrofobico in cui è ambientato, il palazzo di 50 piani dell’orrendo uomo dell’incipit, mi ha ricordato “Il Condomionio” di J.G. Ballard, luogo in cui le pulsioni e gli istinti salgono pagina dopo pagina. E un rimando del genere, non può che rendermi una lettrice felice.