L’uomo che cadde sulla terra – Walter Tevis

Incipit: “Dopo tre chilometri di cammino arrivò a una città.”

l'uomo che cadde sulla terra

Il gentile e fragile Thomas Jerome Netwon “non era un uomo, eppure era molto simile a un uomo.” Una creatura dal passato incerto, dalla mente brillante, che riesce a mettere su una fortuna in poco tempo grazie alle sue invenzioni. Una creatura di un altro pianeta, giunto per salvare il proprio e per aiutare i terrestri a non distruggere la Terra.
Tevis non è un autore di fantascienza: ecco perchè quando ne scrive, tutto assume un significato ancora più profondo. Non ci fermiamo a una storia dalle diverse letture (da quella cristologica a quella autobiografica), ma scopriamo, riga dopo riga, come questo scrittore meraviglioso ci parli dell’incomunicabilità, della solitudine, della speranza e della fine dei sogni. E quanti più significati e messaggi possiamo trovare, tanto più semplice e cristallino è lo stile di Walter Tevis, che non ha bisogno di giri di parole, immagini seducenti ed espedienti ruffiani per dimostrarci che è uno di quei grandi scrittori che, per nostra fortuna, sono caduti sulla Terra.

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