L’uomo che cadde sulla terra – Walter Tevis

Incipit: “Dopo tre chilometri di cammino arrivò a una città.”

l'uomo che cadde sulla terra

Il gentile e fragile Thomas Jerome Netwon “non era un uomo, eppure era molto simile a un uomo.” Una creatura dal passato incerto, dalla mente brillante, che riesce a mettere su una fortuna in poco tempo grazie alle sue invenzioni. Una creatura di un altro pianeta, giunto per salvare il proprio e per aiutare i terrestri a non distruggere la Terra.
Tevis non è un autore di fantascienza: ecco perchè quando ne scrive, tutto assume un significato ancora più profondo. Non ci fermiamo a una storia dalle diverse letture (da quella cristologica a quella autobiografica), ma scopriamo, riga dopo riga, come questo scrittore meraviglioso ci parli dell’incomunicabilità, della solitudine, della speranza e della fine dei sogni. E quanti più significati e messaggi possiamo trovare, tanto più semplice e cristallino è lo stile di Walter Tevis, che non ha bisogno di giri di parole, immagini seducenti ed espedienti ruffiani per dimostrarci che è uno di quei grandi scrittori che, per nostra fortuna, sono caduti sulla Terra.

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La vita in generale – Tito Faraci

tito_faraci_la_vita_in_generaleStavolta niente incipit, ma un esergo a dir poco perfetto:
“Ho finito proprio adesso di contare il mio denaro e non ricordo più il totale! Ci ho messo tredici anni a contarlo, ed è stato tempo sprecato! Sprecato!” (Paperon de’ Paperoni in Zio Paperone e la Stella del polo, di Carl Barks.

Perchè questo esergo è perfetto? Perchè ci dice già tutto del libro che abbiamo tra le mani.

Ci parla del tema, del vero valore del denaro e del potere: roba inutile, tempo sprecato in confronto a quella vita in generale del titolo. La vita del quotidiano, delle abitudini semplici, dei gesti e delle cose a cui non diamo peso, ma che sono la vera essenza della felicità. E di cui ci accorgiamo quanto siano preziose solo quando non le abbiamo più.

Ci parla del tono di voce con cui la storia di Mario – prima imprenditore, poi barbone –  viene raccontata. E’ il tono di voce di un fumetto: poche descrizioni messe al posto giusto, ritmo serrato, linguaggio vero, colpi di scena, personaggi secondari sempre necessari e mai superflui. Una struttura narrativa dinamica e scorrevole in cui veniamo piacevolmente sorpresi da citazioni di cultura pop, da Zagor a Diabolik.

E infine ci parla dello scrittore, Tito Faraci. Sceneggiatore di storie per “Topolino” e “Dylan Dog”, solo per citarne due. Che già basterebbero per dire “Io questo libro me lo leggo, anche solo per gratitudine”.

Se volete La Vita in Generale – che ha una copertina secondo me bellissima – potete trovarlo su Amazon

I detective selvaggi – Roberto Bolaño

Incipit: “Sono stato cordialmente invitato a far parte del realismo viscerale. Naturalmente, ho accettato. Non c’è stata cerimonia di iniziazione. Meglio così.”

Il continente sudamericano non è solo “Macondo” o finzioni borgesiane. E’ anche il mondo di Bolaño: un mondo di poeti, disadattati, prostitute e viaggiatori. Ulises Lima e detective selvaggiArturo Belano cercano la donna che ha fondato il realvisceralismo, la corrente poetica a cui appartengono. Ma staranno cercando davvero lei?

Il desolato deserto del Sonora, le bellissime sorelle Font con il padre fuori di testa, gli anni sessanta/settanta in Messico, la poesia, i poeti e ancora la poesia. Personaggi e atmosfere che restano dentro. La scrittura di Bolaño che arriva dritta come un pugno, ma che seduce come una carezza.

Questa meraviglia di libro, per lettori che non temono la quantità di pagine, può essere acquistato qui

La Storia Infinita – Michael Ende

Incipit:
“otairauqitnA
ilobnairoC obarroC olraC eralotiT
Questa scritta stava sulla porta a vetri di una botteguccia, ma naturalmente così la si vedeva solo guardando attraverso il vetro all’interno del locale in penombra.”

QuantaStoria Infinita fantasia e  magia ci possono essere nelle pagine di un libro? Quanta bellezza nei capilettera che ornano ogni capitolo? La Storia Infinita non è un libro per bambini. E’ un libro per adulti, che non devono dimenticare come era essere bambini, quando la nostra immaginazione rendeva reale ogni storia, bastava solo volerlo. Bastiano ci porta in un mondo straordinario, che è lui, con la sua fantasia, a creare. Come noi, ogni giorno, creiamo la nostra vita.
Non smetterò mai di consigliare questo libro, e di consigliare di cercarlo nell’edizione con il testo scritto in verde e in rosso. Dimenticate il film, che vi sia piaciuto o meno. Questa, è un’altra Storia.

Il Maestro e Margherita – Bulgakov

Incipit: “All’ora del caldo tramonto primaverile comparvero a Patriarsi Prudì due signori.”

Se dovessi definire con un solo termine Il Maestro e Margerita, quell’aggettivo sarebbe “follia”. Una follia liberatoria, felice, leggera eppure densa di significati, di riferimenti e dalle molteplici letture. E Margherita, ah, Margherita. Lei è la Donna, l’amore, la sensualità, il coraggio e la dolcezza, che trova la sua affermazione diventando stregaMaestro e Margherita. Tutto è memorabile, in queste pagine: il suo amore con il Maestro, il diavolo Voland, i personaggi grotteschi che prendono in giro la Russia burocratica e ottusa. Un romanzo imperdibile, che ci fa volare. Come Margherita, nuda e bellissima, a cavallo della sua scopa.

Anche questo gioiellino è disponibile su Amazon

La Porta – Magda Szabò

Incipit: “Sogno raramente. E se capita, mi risveglio di soprassalto in un bagno di sudore.”

Questo libro fa parte di una lista di letture consigliate che mi hanno dato a un corso di scrittura organizzato dalla scuola Holden. Sono felice di aver ricevuto quella lista.
Magda Szabò ci fa guardare attraverso la serratura del mondo di Emerenc, l’anziana governante tuttofare dal carattere deciso e scorbutico. Un mondo chiuso come la porta della sua casa, dove i ricordi, i sentimenti e la Storia sono fatti intimi e personali, che devono essere custoditi e protetti.
Non è un libro che si legge tutto d’un fiato, perchè la prosa della Szabò va sorbita lentamente, e con attenzione: le parole hanno un peso, tutte. Ma è un libro che sa come tenersi stretto un lettore, e crea quella situazione magica in cui si scivola subito oltre la narrazione, e, aprendo gli occhi, vediamo le Porte di chi ci circonda: aperte, socchiuse, o serrate come quella di Emerenc.

E adesso? Cosa mi leggo?

Ogni volta che finisco un libro compio un piccolo rituale. Rileggo l’ultima frase, poi rileggo la prima frase, poi lo chiudo. E aspetto quella domanda, quella che arriva sempre quando l’avventura è finita, quando il libro che ci ha tenuto compagnia non ha più pagine da offrirci: “E adesso? Cosa mi leggo?”

Questo blog è pensato per tutte le persone che, come me, dopo un bel libro vengono prese da una sindrome di abbandono, che si sentono sperdute se non ne hanno un altro che le aspetta sul comodino, che credono che la prossima lettura non sarà mai all’altezza della precedente, così, solo per partito preso. Ci saranno recensioni, consigli e spunti su letture di vario genere, e autori diversi. Un piccolo aiuto per chi ama i libri e per chi, alla fine di una storia, non vede l’ora di cominciarne un’altra.